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BIBLIOGRAFIA
   

Pat Metheny
la biografia, lo stile, gli strumenti
di Luigi Viva - Franco Muzzio Editore (1989)
pagg. 449, 38 foto. Lire 35.000
seconda edizione

reperibile su Internet


Pat Metheny è uno dei più significativi musicisti contemporanei. Vincitore di quattro Grammy Awards, alla guida del Pat Metheny Group ha firmato alcuni dei più interessanti episodi di tutto il jazz degli anni Ottanta.

Anche nelle esperienze solistiche, nel disco con Ornette Coleman, o nelle collaborazioni con David Bowie, Joni Mitchell, Sonny Rollins e Milton Nascimento, ha sempre lasciato il marchio del suo stile unico e inconfondibile.

Chitarrista e compositore di grande levatura, ha esercitato una concreta influenza sulle giovani generazioni di musicisti, avvicinandoli alla chitarra jazz.

Il libro, diviso in tre parti, ne traccia un attento profilo. La parte biografica offre inedite dichiarazioni del protagonista, della sua famiglia e di molti grandi musicisti. Nella parte tecnica vengono presentate la sua strumentazione, quella di Lyle Mays e del gruppo, nonchè le chitarre costruite per lui da Linda Manzer.

Nel capitolo riservato alla Synclavier Guitar, lo stesso Metheny, che ne è stato il pioniere, ne illustra il complesso funzionamento. La parte dedicata allo stile analizza, brano per brano, l'intera produzione del chitarrista, presentando inoltre alcuni dei suoi soli.

Si tratta del primo studio completo su Pat Metheny pubblicato, e in Italia, e all'estero; un'opera che si indirizza sia al semplice ammiratore, sia al musicista che intenda approfondire la conoscenza di questo grande talento.

Il commento di Luigi Viva: Sergio Bardotti lo ha definito  “Un modello del genere”; in effetti quando progettai il piano dell’opera pensai a qualcosa di diverso dai soliti libri che escono in Italia o negli Usa, o libri di critica o di analisi dello stile o biografie ridotte all’osso. Decisi così di realizzare un lavoro il più possibile completo considerata la complessità di un musicista come Pat Metheny . Ecco spiegata la scelta delle tre sezioni: biografia, stile, strumenti. La biografia se ben realizzata permette di conoscere il perché delle scelte umane ed artistiche di un musicista senza incorre nella critica. La critica come tale è soggettiva e quindi una opinione come le altre, meglio quindi studiare le partiture, i soli , ricavando così dati di fatto . Per ogni disco analizzato, ho inserito la scheda iniziale dove vengono indicati per ciascun brano il tipo di chitarre e di tastiere usate. Queste notizie mi vennero fornite da Pat e da Lyle Mays che collaborarono fattivamente alla realizzazione del libro. Nella sezione degli strumenti  tante le chicche presenti: dal piano di palco di Pat e Lyle,  alle chitarre di Linda Manzer, al capitolo sul  Synclavier. È il mio primo libro e da esso ho ricevuto tantissime soddisfazione:l’imprimatur di Rai Stereonotte  fino alla edizione francese di Filipacchi nella prestigiosa collana di Jazz Magazine. Questo ne ha consentito la reperibilità in ogni parte del mondo. Come mi ha fatto notare Franco Fayenz, vedere un titolo del genere pubblicato all’estero e in tale ambito, è da ritenersi un fatto eccezionale, un “onore”, (una fortuna dico io) che non è toccata neanche a talune prime penne del nostro giornalismo musicale. Tanti bei ricordi, tanti grandi musicisti incontrati, alcuni diventati amici: Nana Vasconcelos, Pedro Aznar ,Danny Gottlieb e il compianto  Mark Ledford. È stato sicuramente un gran bel viaggio che mi ha arricchito umanamente e professionalmente. Il ricordo più curioso : mentre parlavo con James Taylor per un momento mi sono estraniato pensando a quanto stava accadendo ‘ Sto parlando di Pat Metheny con James Taylor !?’.

 
   
   
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